Abitudini

Come cambiare abitudini: parti da chi vuoi diventare

Le abitudini non reggono quando cambi solo il piano. James Clear spiega perché conviene partire da chi vuoi diventare e come dimostrartelo un piccolo passo alla volta.

28 agosto 20265 min di lettura
Copertina gialla con il titolo su come cambiare abitudini e il marchio GiddUP

Settembre. Ti iscrivi alla palestra sotto l'ufficio, scarichi l'app per l'inglese che ti servirà al prossimo colloquio, compri un'agenda nuova e ti prometti che stavolta andrà diversamente. A metà ottobre la palestra è solo un addebito mensile, le notifiche dell'app le scorri senza aprirle e l'agenda è ferma alla seconda settimana. Ti dici che ti manca la forza di volontà. Ma forse il problema è un altro: hai cambiato il piano, non hai cambiato l'idea che hai di te. Se ti chiedi come cambiare abitudini in modo che restino, la risposta comincia da qui.

Obiettivi o identità: da dove parti?

James Clear è l'autore di Atomic Habits, uno dei libri sulle abitudini più letti al mondo. Secondo Clear, il cambiamento avviene su tre livelli. Il primo riguarda i risultati: perdere peso, finire un progetto, prendere la certificazione. Il secondo i processi: la routine in palestra, la scrivania in ordine, il quarto d'ora di studio ogni sera. Il terzo, il più profondo, riguarda l'identità: quello che credi di te stesso.

Quasi tutti partono dal primo livello. Fissano un obiettivo e decidono cosa fare per raggiungerlo, senza mai chiedersi chi vogliono diventare. Clear propone di fare il contrario: partire dall'identità.

Lo spiega con un esempio. Due persone rifiutano una sigaretta. La prima dice: «No grazie, sto cercando di smettere». Sembra una risposta sensata, ma quella persona si vede ancora come un fumatore che prova a resistere. La seconda dice: «No grazie, non fumo». La differenza è minima, eppure è enorme. Per la seconda persona il fumo appartiene alla vita di prima, non a quella di adesso.

Le storie che ti racconti

«Non sono una persona mattiniera.» «Arrivo sempre in ritardo.» «Con i numeri sono negato.» «Non sono uno che fa networking.» Le hai ripetute così tante volte che ormai ti sembrano fatti. E invece sono storie.

Il punto è che ci teniamo a restare coerenti con l'immagine che abbiamo di noi. Se un'abitudine va contro quell'immagine, prima o poi la abbandoni. Puoi volere più soldi, scrive Clear, ma se ti vedi come qualcuno che consuma invece di creare, continuerai a spendere invece di guadagnare. Puoi volere più salute, ma se per te la comodità viene prima di tutto, finirai sul divano invece che in palestra.

Nel breve periodo molli perché sei stanco, troppo impegnato, sommerso. Ma alla lunga, secondo Clear, il vero motivo è che l'immagine che hai di te si mette di traverso.

Come cambiare abitudini: ogni azione è un voto

Da dove arriva, allora, l'identità? Dalle abitudini stesse. Clear ricorda che la parola deriva dal latino e che, all'origine, significa più o meno «essere, ripetutamente». Sei quello che fai di continuo.

Lui stesso, per anni, non si è considerato uno scrittore. I suoi professori lo avrebbero definito, al massimo, nella media. Quando ha cominciato, ha pubblicato un articolo ogni lunedì e ogni giovedì. Più gli articoli si accumulavano, più si sentiva uno scrittore. Non lo era all'inizio. Lo è diventato.

Da qui la frase che riassume il libro: ogni azione che compi è un voto per il tipo di persona che vuoi diventare. Un voto da solo non cambia niente. Ma voto dopo voto si accumulano le prove, e la storia che ti racconti comincia a cambiare. Ogni volta che scrivi una pagina, sei uno scrittore. Ogni volta che inizi un allenamento, sei uno sportivo. Ogni volta che incoraggi un collaboratore, sei un leader.

E non devi essere perfetto. Come in ogni elezione, qualche voto andrà dalla parte sbagliata. Non ti serve l'unanimità, ti basta la maggioranza.

Due passi per diventare chi vuoi essere

Il metodo di Clear è semplice. Primo: decidi che tipo di persona vuoi essere. Secondo: dimostratelo con piccole vittorie.

Se non sai da dove cominciare, parti dal risultato che vuoi e torna indietro. Chiediti: che tipo di persona potrebbe ottenerlo? Chi potrebbe scrivere un libro? Probabilmente qualcuno costante e affidabile. A quel punto il tuo obiettivo non è più scrivere un libro, ma essere una persona costante e affidabile. Chi potrebbe avviare un'attività da freelance? Qualcuno che ogni settimana contatta un cliente nuovo, anche quando non ne ha voglia.

Le piccole vittorie servono proprio a questo: sono prove. E le prove servono a convincere la persona più difficile da convincere, cioè te. Funziona come per la fiducia in sé stessi: non arriva prima di agire, arriva dopo.

Il tuo primo voto, oggi

Ti bastano cinque minuti e un foglio.

  1. Scegli un risultato che insegui da tempo. L'inglese per il colloquio, la forma fisica, il progetto personale.
  2. Scrivi chi è la persona che lo raggiunge. Completa la frase: «Sono il tipo di persona che…». Per esempio: «…si allena anche quando la giornata è stata pesante».
  3. Trova il voto più piccolo possibile. Dieci minuti di app, una serie di flessioni, una mail a un potenziale cliente. Deve essere così piccolo da non poter dire di no.
  4. Dallo oggi. Poi domani. Ogni sera segna una crocetta: è la prova che stai cambiando.

A metà ottobre la palestra forse sarà ancora un addebito mensile. O forse sarai diventato, un voto alla volta, una persona che ci va.

GIDDUPonline

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